In questi giorni così infelici per dove viviamo, mi è tornato profeticamente in mente un capolavoro di rittratto umano – L'Ultimo Hurrà – firmato da John Ford.
Il protagonista è il sindaco di una città americana, cattolico irlandese e con metodi politici originali, che sta affrontando con sicurezza una possibile rielezione. Che segnerà invece il suo tramonto politico, e poi terreno.
Il sindaco – Spencer Tracy – spiega al nipote ed alla moglie come si governa una città
Sindaco: Tutto il segreto consiste, miei cari, nel sapere quello che vogliono, e nel dare quello che si può. Bisogna sempre promettere la prima cosa e fare di tutto per dare la seconda.
Ma come si fa se ognuno vuole cose diverse dagli altri? Come si possono soddisfare tutti?
Allora si ricorre alla più antica delle risorse dell'uomo, il compromesso.
Ve ne voglio dare un esempio: ti ricordi, Adam, che avevo promesso una statua per il parco pubblico del quartiere italiano?
Nipote: Ah sì, doveva essere Cristoforo Colombo, mi pare…
Sindaco: Be', sì, avevo fatto anche il suo nome ma… Be', sai, questo l'avevo detto in una colazione che c'era stata al Circolo dei cavalieri di Colombo… Il giorno dopo però i Figli d'Italia vennero a dirmi che non avrebbero mai accettato altri che Garibaldi. La sera stessa mi telefonarono dal Circolo Atletico che volevano Rocky Marciano… Pensate che ci fu anche un gruppo di entusiasti che mi fecero sapere che volevano la statua del Cardinale. Ora capisci, Mave, come facevo a uscire da una situazione simile senza farmi troppi nemici? Che avresti fatto tu?
Nipote: Non lo so proprio. E come te la sei cavata?
Sindaco: Be', l'annuncio ufficiale avverrà domani: sarà il mio primo atto subito dopo l'elezione. La statua sarà di santa Francesca Cabrini.
Nipote: Ma benissimo!
Sindaco: Nata in Italia, prima santa americana. Vediamo un po' chi ci trova da ridire.
Ecco, fino ad oggi era ancora possibile, tra gli altri, scegliere una santa.
Da domani sarà politically convenient escluderla dalle possibilità.






